Tour Down Under: il primo evento WorldTour dell’anno per gli scommettitori

Updated Luglio 2026
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Gruppo di ciclisti professionisti del WorldTour in azione su una strada panoramica della regione di Adelaide in Australia durante una tappa del Tour Down Under

20 gennaio 2026: si apre la stagione

Il 20 gennaio segna ogni anno una data che gli appassionati italiani conoscono ma che vivono di striscio: l’inizio della stagione WorldTour ad Adelaide, in Australia. Per un europeo che dorme alle 23, la prima tappa del Tour Down Under si sta già correndo nel cuore della notte italiana.

Il calendario UCI WorldTour 2026 conta 36 gare in 13 paesi su 4 continenti per 168 giorni di competizione, dal 20 gennaio (Tour Down Under) al 18 ottobre (Tour of Guangxi). Il TDU non è solo “la prima gara dell’anno”: è anche uno dei contesti in cui i bookmaker italiani offrono quote per gli scommettitori italiani su tappe che la maggior parte di questi scommettitori non guarderà in diretta. Una stranezza commerciale che merita di essere capita.

Format e tappe-tipo del Tour Down Under

Il TDU è una corsa a tappe breve – sei giornate, di solito – che gira attorno ad Adelaide. Il percorso è prevalentemente pianeggiante o leggermente ondulato, con due o tre tappe che hanno arrivi in salita brevi e ripidi. Non è una corsa per scalatori puri, non è una corsa per velocisti puri: è la classica gara da finisseur, in cui vince chi sa abbinare resistenza, posizione di gruppo e una buona accelerazione finale.

Le caratteristiche climatiche cambiano la corsa. A gennaio in Australia fa caldo, spesso oltre i 35 gradi, con vento di lato sui tratti aperti del Barossa. Questo aggiunge un fattore che nelle gare europee primaverili non c’è: la disidratazione e i ventagli. Le tappe possono spezzarsi in due gruppi anche su strade pianeggianti, e il leader della classifica può perdere venti secondi senza forare e senza cadere – semplicemente non era nel ventaglio giusto.

Per chi scommette, il TDU è interessante perché è il primo test di forma stagionale per molti corridori. Chi parte forte ad Adelaide ha tendenzialmente puntato all’apertura: spesso lo confermerà nelle classiche di marzo. Chi arriva fuori condizione, al contrario, ha pianificato una stagione lunga con picco a maggio o luglio. Per chi guarda il calendario complessivo, la classifica del TDU è un primo indicatore di programmazione, non di forza assoluta.

C’è poi un fenomeno che si ripete da diverse stagioni: il TDU è la gara in cui giovani corridori al primo o secondo anno tra i professionisti spesso emergono. Le squadre stesse usano l’apertura australiana per testare ragazzi promettenti, mandandoli al via con responsabilità reale invece che solo come gregari. Per chi conosce bene il movimento under 23 dell’anno precedente, ci sono quote larghissime su giovani che potrebbero centrare un piazzamento di tappa al primo serio appuntamento da pro. Sono giocate da budget piccolo, ma con potenziale di valore.

Coperture e quote degli operatori italiani

I bookmaker italiani con concessione ADM coprono il Tour Down Under, ma con un livello di profondità diverso fra operatori. I quattro maggiori per quota di mercato sull’intero settore scommesse sportive (online e agenzia) – Lottomatica al 35,5%, Sisal al 15,6%, Snai al 14,4% ed Eurobet all’11,3% nei dati di maggio 2025 – offrono quasi sempre i mercati base, ma differiscono molto sulla profondità.

Mercati che trovi sempre sul TDU presso i bookmaker italiani: vincente generale, vincente di tappa per ciascuna giornata, podio sì/no per i corridori di primo piano. Mercati che trovi solo presso alcuni operatori: top 5, top 10, primo italiano in classifica, mercati combinati (vincente generale + maglia scalatore). Mercati che raramente trovi: scommesse live sulle singole tappe, sprint intermedi, cash out attivo durante la gara.

Il motivo della copertura ridotta è semplice: l’audience italiana del TDU è modesta. Le tappe si corrono in orario notturno italiano, la copertura televisiva è limitata a Eurosport (ormai sotto l’ombrello Warner Bros. Discovery, che nel 2025 ha riunito per la prima volta tutte le gare maschili e femminili del calendario UCI WorldTour su Eurosport e HBO Max in 50 mercati europei), e il pubblico che scommette di notte è inferiore in numero a quello del pomeriggio europeo. I bookmaker rispondono con margini più ampi e profondità inferiore.

Cosa significa per noi scommettitori? Due cose. Primo, le quote del TDU sono mediamente meno competitive di quelle delle gare europee – payout intorno al 89-91% contro il 92-94% di una tappa del Tour. Secondo, in compenso, i mercati sono meno “efficienti”: le quote rispondono più lentamente all’informazione di gara, perché il volume di scommesse è basso. Per uno scommettitore informato, è una finestra interessante a parità di rischio sul rapporto qualità del modello bookmaker contro qualità della propria analisi.

Cosa leggere nelle prime tappe

Una cosa che faccio sempre nel TDU, e che ti consiglio: non scommetto sui mercati di tappa nelle prime due giornate. Aspetto. Guardo. Capisco chi è arrivato in forma e chi sta solo facendo chilometri di rodaggio.

Le prime due tappe del TDU sono di solito pianeggianti o quasi, finiscono in volata, e attirano i velocisti che hanno passato dicembre lontano dalle gare di alto livello. La qualità delle volate al TDU è inferiore a quella di una classica di primavera: i treni di sprint non sono ancora rodati, le posizioni di gruppo si decidono in modo più caotico. Le quote dei velocisti puri sono pertanto meno affidabili, e la mia regola è puntare piccolo o non puntare affatto sui vincenti delle prime due tappe.

Dalla terza tappa cambia tutto. Le tappe centrali del TDU sono di solito quelle decisive per la classifica generale, con arrivi in salita brevi ma molto ripidi (Willunga Hill è il muro più famoso, ma il percorso può variare di anno in anno). Su queste tappe le quote diventano più informate: i bookmaker hanno avuto 48 ore per osservare la forma reale dei corridori, e gli scommettitori italiani che seguono il TDU hanno cominciato a piazzare in volumi rilevanti.

Una mia routine personale: dopo la prima tappa di salita del TDU, blocco la lettura delle quote per un’ora e annoto chi ha effettivamente attaccato, chi è stato in difficoltà, chi è arrivato col gruppo dei migliori senza fare niente. Queste osservazioni valgono più di qualsiasi quota di apertura. Per capire come si confronta il TDU con il resto del calendario in termini di liquidità e profondità di copertura conviene leggere il confronto fra bookmaker italiani e operatori esteri sul ciclismo.

I mercati live sul Tour Down Under sono profondi sui bookmaker italiani?

No, e questa è una distinzione importante rispetto alle gare europee. La maggior parte degli operatori italiani offre mercati live sul TDU solo sui mercati base – vincente di tappa, leader della classifica – e con liquidità limitata. I mercati di nicchia che vedi su una classica di primavera (sprint intermedi, KOM specifici, scommesse multiple live) sono raramente disponibili. Il motivo è strutturale: l’audience italiana notturna è bassa, e il volume di scommesse non giustifica una copertura completa.

L’orario notturno italiano limita la liquidità?

Sì, in modo significativo. Le tappe del TDU si corrono al mattino australiano, che corrisponde alla notte italiana fra mezzanotte e le quattro. In quella finestra il volume di scommesse italiane è una frazione di quello che si registra nelle ore di gara europea. Per uno scommettitore che gioca anche di notte, la conseguenza è che le quote rispondono più lentamente all’informazione, ma anche che il bookmaker tende a essere più prudente con i margini. Per chi scommette solo in orario europeo, conviene puntare sulle quote pre-gara invece che sul live.

Prodotto dalla redazione di «Scommesse Live Ciclismo».

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