Mercato delle scommesse in Italia nel 2025: i numeri che contano

Updated Luglio 2026
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Il punto del 2025 in cifre verificabili

Quando un giornalista mi chiede una sintesi del mercato italiano scommesse del 2025, gli faccio sempre la stessa risposta: una sola cifra non basta, e diffida di chi te ne dà una sola. Il mercato è un puzzle di sei o sette indicatori che si muovono in direzioni diverse, e raccontare solo uno di loro produce titoli ad effetto e zero informazione. Quest’anno è particolarmente vero, perché il 2025 è stato un anno di transizione su tre assi paralleli: rinnovo del regime concessorio, calo del fisico, espansione dell’online.

I numeri che ti racconto qui sotto vengono tutti dalla Relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze sui giochi pubblici trasmessa al Parlamento il 14 aprile 2026, dall’AGIMEG e dai bollettini ADM. Sono cifre verificabili, non stime di terze parti. La raccolta complessiva del gioco pubblico in Italia nel 2025 ha superato i 165,3 miliardi di euro, con entrate erariali per 11,4 miliardi. Tradotto: il gioco vale circa il 6,5% del PIL italiano e contribuisce a circa il 2% delle entrate fiscali. Non è un dettaglio statistico, è una dimensione economica strutturale.

Raccolta totale e quote per canale

Veniamo alle scommesse sportive a quota fissa su eventi reali, che è il prodotto su cui scommettiamo noi. Nel 2025 la raccolta su questo segmento ha raggiunto 19,1 miliardi di euro, in calo del 3,2% rispetto al 2024, generando 623 milioni di gettito erariale. Il dato letto in superficie sembra negativo: il mercato si è contratto. Ma è una contrazione apparente, perché la composizione interna ha cambiato peso.

La spaccatura per canale è questa: raccolta online di 13.905 milioni di euro contro 5.285 milioni del canale fisico. Il digitale rappresenta il 72,4% del totale, in crescita rispetto al 69% del 2024 e al 65% del 2023. Il calo del totale è interamente attribuibile al fisico, che continua una traiettoria di declino strutturale; l’online cresce, anche se a ritmo rallentato rispetto al biennio precedente.

Sul fisico AGIMEG ha rielaborato i dati operatori e nel 2025 la spesa nelle scommesse sportive in agenzia è stata di 1,01 miliardi di euro, in crescita del 5,8% sui 954,5 milioni del 2024; raccolta in agenzia a 5,3 miliardi (-1,9%). Lottomatica detiene oltre il 42% di quota di mercato sulla spesa nelle scommesse sportive in agenzia, in crescita di 1,2 punti rispetto al 2024. Il fisico cala in volume ma cresce in margine.

Sull’intero settore delle scommesse sportive (online e agenzia), la fotografia di maggio 2025 – un mese rappresentativo della stagione sportiva piena – mostra spesa di oltre 235 milioni di euro e raccolta di 1,7 miliardi; Lottomatica leader con 35,5% di quota, Sisal 15,6%, Snaitech 14,4%, Eurobet 11,3%. Quattro operatori controllano il 76,8% del mercato, gli altri 40+ concessionari si dividono il restante quarto.

Gettito erariale e Imposta Unica

Lato Stato il quadro è interessante. L’Imposta Unica generata dal canale online nel 2025 è salita a 413 milioni di euro, contro 208 milioni del canale fisico. Per la prima volta il digitale produce per le casse dello Stato quasi il doppio del fisico, e il sorpasso ha cambiato la geografia della tassazione del settore.

La logica è semplice: l’aliquota online è strutturalmente più alta di quella retail (24,5% sui margini netti contro 20,5% per il fisico), e il fatto che il volume si sia spostato online ha incrementato la raccolta erariale unitaria. Per ogni euro di raccolta online lo Stato porta a casa più cassa rispetto a un euro di raccolta in agenzia, e questo spiega l’allineamento dei policy maker italiani al consolidamento del canale digitale, nonostante la retorica spesso contraria.

Vale la pena ricordare che il 17 settembre 2025 ADM ha aggiudicato 52 concessioni a 46 operatori per il gioco a distanza; l’avvio ufficiale del nuovo regime è del 13 novembre 2025; introito una tantum per lo Stato di 364 milioni di euro. Tradotto: solo l’asta concessoria 2025 ha portato un terzo del gettito annuale del gioco fisico nelle casse pubbliche. È una rendita strutturale, non un’imposizione episodica.

Triennio 2023-2025: la curva di crescita

Una sola cifra di anno isolato non racconta una tendenza. La tendenza la dà il triennio. Nel triennio 2023-2025 il comparto delle scommesse sportive ha registrato +20,9% di raccolta e +27,4% di gettito erariale. Sono numeri che dicono una cosa precisa: il mercato si è espanso in modo sostenuto, e si è espanso con efficienza fiscale crescente.

La traiettoria della spesa media racconta lo stesso fenomeno dal lato del giocatore. Nel 2025 sono stati aperti oltre 6,2 milioni di nuovi conti di gioco, con media mensile di 3,7 milioni di utenti attivi. La ricarica media mensile è di poco superiore ai 39 euro; il 47,2% dei conti ha registrato spesa netta annua inferiore a 100 euro.

Tradotto: il giocatore italiano medio è un giocatore di basso volume. Spende sotto i 100 euro netti l’anno nel 47% dei casi. La concentrazione del volume in mano a pochi giocatori a volume alto è il fenomeno che spiega la crescita complessiva: pochi giocatori intensivi muovono molto, e la massa di giocatori occasionali fa da base. Per il singolo che gioca consapevolmente questo dato è una notizia buona: stai operando in un mercato dove la stragrande maggioranza spende poco e gli operatori sono dimensionati su volumi alti. Il rapporto fra il tuo bankroll e quello che il bookmaker movimenta è asimmetrico in tuo favore, in termini di “non sei un cliente target da abusare”.

Confronto temporale utile: nel 2024 la raccolta complessiva del gioco pubblico italiano era stata di 157,4 miliardi di euro (+6,6% sul 2023), con vincite per 135,8 miliardi e spesa netta di 21,5 miliardi; il payout medio delle scommesse sportive online si è attestato attorno all’89%, lasciando una spesa reale di circa 1,6 miliardi di euro. Quel 89% di payout è il vincolo strutturale di chi gioca: ogni 100 euro raccolti dagli operatori online sportive, 89 tornano ai giocatori sotto forma di vincite, 11 restano agli operatori e allo Stato.

Cosa dicono i primi dati 2026

I primi dati del 2026 confermano il trend. A marzo 2026 le scommesse a quota fissa totali hanno toccato 1,941 miliardi di euro, in crescita del 16,94% su base annua; il solo betting online a 1,4 miliardi di raccolta e 153,6 milioni di spesa. Il segnale è chiaro: dopo un 2025 di consolidamento, il 2026 parte con accelerazione.

Per il ciclismo nello specifico la dinamica è coerente. Il calendario WorldTour 2026 conta 36 gare in 13 paesi su 4 continenti, per 168 giorni di competizione, dal 20 gennaio (Tour Down Under) al 18 ottobre (Tour of Guangxi). Mai così ampia copertura mediatica strutturata sulla disciplina. Per gli operatori questo si traduce in un’offerta di mercati ciclistici più articolata e in una probabile crescita della quota di scommesse sul ciclismo all’interno del segmento “scommesse sportive non-calcio”, che storicamente è stata sotto il 4-5% ma che potrebbe vedere un incremento misurabile entro fine 2026.

Una nota cautelativa: la curva di crescita non è infinita. La saturazione dell’online – siamo già al 72,4% del totale – comincia a mostrare segnali di rallentamento marginale. La prossima leva strutturale di crescita non sarà il channel shift, sarà la profondità di prodotto su sport “ancillari” rispetto al calcio. E il ciclismo, con il riassetto WBD/Eurosport del 2025 sulla copertura streaming, è ben posizionato per beneficiarne. Per chi vuole scendere nei meccanismi sintetici del segmento, conviene incrociare queste cifre con quanto succede nelle scommesse virtuali sul ciclismo, dove la dinamica si gioca su tempi e parametri completamente diversi.

La crescita dell’online è già piena o c’è ancora margine?

Margine ridotto. Il digitale è già al 72,4% delle scommesse sportive a quota fissa. I prossimi 5-7 punti percentuali verranno a costo crescente, perché il giocatore retail residuo è il più anziano, meno digitalizzato e più legato al rito fisico. La leva di crescita futura sarà la profondità di prodotto, non il channel shift.

Il dato 2026 di marzo conferma il trend del 2025?

Sì, lo conferma e lo accelera. A marzo 2026 le scommesse a quota fissa totali hanno toccato 1,941 miliardi di euro, +16,94% su base annua. Significa che dopo un 2025 di consolidamento, il 2026 parte con accelerazione, sostenuta dalla nuova architettura concessoria attiva da novembre 2025 e dall’allargamento della copertura mediatica sportiva.

Creato dalla redazione di «Scommesse Live Ciclismo».

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